Hotel Gatto Bianco - Capri - Storia


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La Storia

La storia dell'ospitalità caprese traspare nella magica atmosfera dell'Hotel Gatto Bianco. Dalla metà del 1800 la famiglia Esposito ha accolto poeti e scrittori che hanno reso Capri famosa nel mondo.
La locandiera Carmela Esposito, musa ispiratrice di pittori come Christian Wilhelm Allers e scrittori come W. Trede, fu la capostipite di cinque generazioni di albergatori e ristoratori.

Il nome Gatto Bianco nasconde un romantico segreto.
I fratelli Giuseppe, Giovanni e Tonino Esposito decisero di chiamare l'albergo-ristorante "Gatto Bianco" perchè seppero leggere quei segni che il destino pone davanti.
Passeggiando nel limoneto dove sorse l'albergo trovarono una gatta bianca che aveva partorito tre "micini" bianchi. Inoltre, nel giorno in cui dovevano firmare l'atto d'acquisto del terreno, un gatto bianco era accoccolato sul letto vicino al padre malato.
Dulcis in fundo: il notaio si chiamava Scannagatti.

Chissà se sapevano che il nome Gatto Bianco faceva parte della storia turistico-letteraria di via Vittorio Emanuele, un tempo chiamata Via Hohenzollern. Il primo caffè letterario di Capri fu il "Zum Kater Hiddigeigei", chiamato così in onore del simpatico gatto "sfaticato" Hiddigeigei protagonista dell'opera parafilosofica "Il trombettiere di Sackingen" di Victor von Scheffel.

Fin dall'inizio l'Albergo Gatto Bianco è stato l'ideale palcoscenico della Dolce Vita Caprese. Reali come Farouk ed Edoardo d'Inghilterra, attori come Totò, Sofia Loren, Clark Gable e Jack Lemmon, donne divine come Brigitte Bardot, Jacqueline Kennedy e Leni Riefenstahl fanno parte della storia dell'Hotel Gatto Bianco.
Ma forse il vero segreto di quest'albergo è che ogni suo ospite diventa un protagonista, conservando nei suoi ricordi una gioiosa voglia di vivere.