L'isola del peccato quelle vacanze osée all'ombra della storia
La Repubblica (30/07/2003)
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CAPRI - Il Grande Fratello ha messo gli occhi su Capri. Telecamere antifurto stanno per essere installate in Piazzetta, in via le Botteghe, qualche pessimista preconizza persino sui Faraglioni, per trasmettere su monitor immagini di borse in pericolo ma anche topless e mise piuttosto osée che fino a ieri su quei lidi non facevano notizia.
Dov'è finita la Capri «segreta», nascondiglio di estrosi e peccatori, originali e trasgressivi? Tonino e Giovanni Esposito, decani degli albergatori capresi, sotto la pergola del Gatto Bianco sognano i tempi che furono. Sul tavolino torreggiano album di fotografie, ai piedi è sdraiata Zagara, il cane cirneco dell'Etna che rassomiglia al dio Anubi. Sullo sfondo, il salotto rosa dell'albergo che nacque nel '46 come ristorante e divenne subito rifugio di Vip: «Una sera cercavano Joseph Cotten e non lo trovavano: nessuno lo aveva riconosciuto. Venivano da noi per evitare la vetrina dei grandi hotel».
Ogni anno villeggia in queste stanze con aristocratico passatismo, portata come una dea su un carrello elettrico la musa del nazismo, la regista Leni Riefenstahl. Inimmaginabile una telecamera all'ingresso di via Vittorio Emanuele, davanti all'altarino fiorito su cui troneggia il gatto di porcellana simbolo dell'albergo. Sarebbe stato disdicevole divulgare che tra un servizio fotografico e l'altro, negli anni Cinquanta, nella hall passeggiavano le modelle di Vogue anoressiche ante litteram, svenendo ogni tanto come bambole sui tappeti. «A quei tempi ci si divertiva conpoco racconta Tonino, sfogliando un album targato anni '60 - ecco le prime Conigliette di Playboy, un fenomeno importato da Peppino di Capri, che le aveva viste negli Stati Uniti. «Tonino disse apriamo una discoteca nel tuo night club».
Io domandai «che cos'è una discoteca?», rispose «l'ho vista in America». A proposito di musica, al Gatto Bianco indovinate chi esordi? Nicola Arigliano. «Re Farouk alloggiava da noi raccontano gli Esposito - proprio in quei giorni si ammalò il batterista. In Galleria a Napoli mi proposero in sostituzione Arigliano per 2000 lire a sera Pensai «mamma quanto è brutto». Cambiai idea quando lo sentii suonare con Sergio Sellani, il pianista della Capannina di Forte dei Marmi».
«Un occhio indiscreto - continua Giovanni Esposito sarebbe stato di troppo anche quella volta che la signora Burton, una ricchissima americana, affittò Villa Lezzi sul Monte Tuoro e ci ordinò di preparare lì un party cinese.
Il ghiaccio a cubetti non esisteva, versammo tutto lo champagne Mumm Cordon Rouge e Veuve Cliquot nella vasca da bagno e lo raffreddammo con stecche gelate. Quando la festa finì, con le bottiglie rimaste mrs. Burton ci innaffiò i cipressi e gli olivi del giardino».
Un divo non ama intrusioni nella sua vita privata. «Come le avrebbe prese, le telecamere, Alberto Lupo, che, dopo aver girato